Blockchain e infrastruttura
Ultima verifica 1 novembre 2026
Dietro ogni moneta c’è una rete con regole proprie. Alcune sono veloci, altre mettono la sicurezza al primo posto, e nessuna ottiene tutto senza compromessi.
Nel settore si parla di trilemma della blockchain: una rete vorrebbe essere sicura, decentralizzata e veloce, ma può soddisfare pienamente solo due di queste tre esigenze. Ogni blockchain sceglie un equilibrio diverso.
Per te significa che la rete su cui passa una transazione decide quanto costa, quanto ci mette e quanti intermediari devi fidarti.
Layer 1
Layer 1 sono le blockchain indipendenti con un consenso proprio: Bitcoin, Ethereum, Solana, Cardano, Avalanche e altre. Solana, per esempio, punta su server molto potenti per essere veloce, il che restringe chi può permettersi di gestire un validatore.
Layer 2 e rollup
Le reti layer 2 funzionano sopra una blockchain di base e ne sfruttano la sicurezza. I rollup ottimistici, come Arbitrum e Optimism, considerano valide le transazioni e prevedono un periodo per contestarle. I rollup ZK dimostrano ogni cambiamento con una prova crittografica. Molti rollup dipendono ancora da un unico operatore, e questo è un rischio.
Oracoli
Una blockchain conosce solo i propri dati. Perché uno smart contract sappia il cambio euro dollaro serve un oracolo che porti l’informazione dall’esterno. Chainlink è il più noto. Dati di oracoli manipolati hanno già causato perdite milionarie nella DeFi.
Bridge
I bridge spostano valore tra blockchain: l’attività viene bloccata da un lato e se ne emette una rappresentazione dall’altro. Poiché custodiscono grandi somme, sono bersagli preferiti degli hacker. L’attacco al bridge Ronin nel 2022 ha sottratto circa 600 milioni di dollari.