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Stablecoin

Ultima verifica 1 novembre 2026

Una stablecoin dovrebbe valere sempre la stessa cifra, quasi sempre un dollaro o un euro. È il ponte tra il denaro tradizionale e il mondo cripto.

Le stablecoin sono la parte più usata del mercato. Sugli exchange sostituiscono dollaro ed euro, nella DeFi sono la base dei prestiti, e nei paesi con inflazione alta servono come riserva di risparmio.

Che una stablecoin mantenga il suo valore dipende da cosa la sostiene e da quanto ci si può fidare dell’emittente.

Come funzionano le riserve

Le più grandi, USDT di Tether e USDC di Circle, sono garantite da liquidità e titoli di Stato americani a breve termine. Per ogni token emesso dovrebbe esserci un dollaro in riserva. Esistono anche stablecoin garantite da altre criptovalute, come DAI, e modelli algoritmici.

Quando l’ancoraggio salta

A maggio 2022 è crollata la stablecoin algoritmica TerraUSD (UST). Non aveva riserve reali, solo un meccanismo di scambio con il token LUNA. In pochi giorni entrambi hanno perso quasi tutto il loro valore. Da allora i modelli senza riserve sono considerati ad altissimo rischio.

Stablecoin e MiCA

Dal 30 giugno 2024 nell’UE valgono le regole MiCA per le stablecoin. Il regolamento distingue i token di moneta elettronica (EMT), legati a una sola valuta, dai token collegati ad attività. Chi li emette nell’UE deve essere autorizzato e tenere le riserve separate. Diverse piattaforme hanno limitato per i clienti europei le stablecoin non conformi, tra cui USDT.

Stablecoin in euro e fisco

Esistono stablecoin in euro come EURC di Circle. Per chi vive in Italia evitano il rischio di cambio e, dal 2026, i proventi da EMT ancorate all’euro mantengono l’aliquota del 26% invece del 33%. Vedi tasse.

Fonti