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Normativa in Italia e nell’UE

Ultima verifica 1 novembre 2026

Le criptovalute in Italia non sono vietate né senza regole. Dalla fine del 2024 in tutta l’Unione vale un quadro unico: il regolamento MiCA.

MiCA (Markets in Crypto-Assets) stabilisce chi può emettere cripto-attività e chi può offrire servizi come negoziazione, custodia o consulenza. In Italia il decreto legislativo 129 del 2024 ha affidato la vigilanza a CONSOB, per la tutela degli investitori, e a Banca d’Italia, per la stabilità e le stablecoin.

Cosa prevede MiCA

MiCA distingue tra token di moneta elettronica, token collegati ad attività e tutte le altre cripto-attività. Le regole sulle stablecoin si applicano dal 30 giugno 2024, quelle sui prestatori di servizi dal 30 dicembre 2024. Bitcoin non ha un emittente, quindi rientra in MiCA solo tramite chi offre i servizi.

Dal registro OAM a MiCA

Prima di MiCA gli operatori in valute virtuali si iscrivevano nella sezione speciale del registro tenuto dall’OAM, con finalità antiriciclaggio. Chi era già iscritto ha potuto continuare per un periodo transitorio, ormai concluso. Oggi per operare serve l’autorizzazione MiCA.

Il ruolo della CONSOB

La CONSOB autorizza e vigila sui prestatori di servizi per le cripto-attività insieme a Banca d’Italia e può ordinare l’oscuramento dei siti che offrono servizi senza autorizzazione. Prima di inviare denaro a una piattaforma sconosciuta, controlla i suoi elenchi.

Travel rule e DAC8

Dal 30 dicembre 2024 i prestatori devono trasmettere i dati di ordinante e beneficiario nei trasferimenti di cripto, come per un bonifico. Con la direttiva DAC8, dal 1° gennaio 2026 raccolgono anche i dati delle operazioni dei clienti per comunicarli all’Agenzia delle Entrate e alle autorità fiscali europee.

Fonti