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Staking e mining

Ultima verifica 1 novembre 2026

Le blockchain pagano chi contribuisce a proteggerle. Con la prova di lavoro sono i miner, con la prova di partecipazione i validatori e chi delega loro le proprie monete.

Queste ricompense sembrano interessi, ma non sono interessi bancari. Vengono da monete appena emesse e da commissioni. Se l’offerta cresce per effetto delle ricompense più in fretta della domanda, ogni moneta vale proporzionalmente meno.

Prima di scegliere un servizio, verifica chi custodisce le tue monete, per quanto tempo restano bloccate e cosa succede se il validatore sbaglia.

Come funziona lo staking

Per avere un proprio validatore su Ethereum servono 32 ETH e un computer sempre acceso. Per questo la maggior parte delle persone delega a un exchange o a un pool di staking. Il rendimento varia con l’attività della rete e con la quantità totale in staking.

Liquid staking

Servizi come Lido danno in cambio degli ETH in staking un token ricevuta, per esempio stETH, che puoi scambiare o usare nella DeFi. Comodo, ma i rischi si sommano: quello del protocollo, quello del token ricevuta e quello dell’applicazione in cui lo usi.

Slashing e tempi di prelievo

Se un validatore si comporta male, la rete può confiscargli parte del deposito. Si chiama slashing. Anche uscire dallo staking richiede da qualche giorno a qualche settimana, a seconda della rete. Passando da un exchange si aggiunge il rischio dell’exchange stesso.

Il mining in Italia

Il mining di bitcoin è ormai un’industria fatta di macchine specializzate (ASIC) ed energia a basso costo. Con le bollette domestiche italiane il costo dell’elettricità supera quasi sempre il guadagno. Le offerte di “cloud mining” con rendimenti giornalieri garantiti sono tra gli schemi piramidali più diffusi.